Nel corso della seduta di martedì 22 Settembre 2026, il Consiglio regionale, presieduto da Davide Nicco, ha approvato a maggioranza la proposta di deliberazione 176 sull’Autonomia differenziata. Il testo recepisce i contenuti degli schemi di intesa tra lo Stato e la Regione Piemonte, definendo le competenze oggetto del trasferimento e le modalità di attuazione. In apertura della seduta, l’assessore all’Autonomia e agli Enti locali, Enrico Bussalino, nell’illustrare il testo ha evidenziato che le richieste di autonomia riguardano la Protezione civile, le professioni, la previdenza complementare e integrativa, la tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica.
Dalla Protezione civile alla sanità: i dettagli dell’intesa
In materia di Protezione civile, l’attribuzione delle nuove competenze consentirà di accelerare le procedure di intervento nelle emergenze, anche attraverso il reclutamento di personale in deroga e l’utilizzo di strumenti amministrativi dedicati. Per quanto riguarda le professioni e la previdenza complementare, l’ente regionale potrà disciplinare le professioni di rilievo locale e promuovere forme di previdenza integrativa su base territoriale. In ambito sanitario, la misura permetterà una maggiore flessibilità nella programmazione e nell’organizzazione del sistema, con la possibilità di reinvestire le eventuali risorse derivanti dall’efficientamento dei servizi nello sviluppo di nuove politiche sanitarie, nel rispetto dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
I voti dell’aula e le posizioni della maggioranza
Nelle sue conclusioni, l’esponente della giunta Enrico Bussalino ha rimarcato che “l’autonomia si tradurrà in una maggiore efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa e politica e, nel pieno rispetto dei principi costituzionali, consentirà di valorizzare al meglio le risorse del Piemonte“.
Durante la discussione generale e nelle dichiarazioni di voto, i gruppi di maggioranza hanno espresso parere favorevole alla delibera. Prima della votazione finale sono stati respinti tutti gli emendamenti presentati dalle minoranze e un atto di indirizzo.
I consiglieri Carlo Riva Vercellotti, Marina Bordese, Sergio Ebarnabo e Silvia Raiteri di Fratelli d’Italia hanno dichiarato:
“L’Autonomia differenziata è una riforma concreta che punta a migliorare gli strumenti di governo e la gestione del territorio, nel rispetto del principio di sussidiarietà e con il coinvolgimento degli enti locali. Autonomia significa anche maggiore responsabilità e una più rapida capacità di risposta alle esigenze dei cittadini e alle emergenze. L’obiettivo è garantire diritti e servizi più efficaci, riducendo sovrapposizioni e attribuzioni di responsabilità poco chiare. L’autonomia non indebolisce l’unità nazionale, ma consente una migliore organizzazione dei territori”.
L’appoggio di Lega, Lista Cirio e Forza Italia
I rappresentanti della Lega Fabrizio Ricca e Andrea Cerutti hanno sottolineato:
“Si scrive Autonomia differenziata si legge Lega, questo provvedimento riguarda materie concrete e introduce strumenti più vicini ai territori. Questa delibera rappresenta un punto di partenza per rafforzare il ruolo delle Regioni e aprire la strada a ulteriori competenze. Un maggiore federalismo significa avvicinare le decisioni ai cittadini e rendere più efficaci i processi democratici contro i nazionalismi”.
Successivamente, Silvio Magliano ed Elena Rocchi della Lista Cirio hanno commentato:
“L’autonomia differenziata è uno strumento concreto per garantire risposte più rapide ed efficaci ai cittadini. Maggiore autonomia significa anche maggiore responsabilità nella gestione delle risorse e delle competenze, senza mettere in discussione l’unità nazionale ma rafforzando la capacità dei territori di rispondere ai bisogni delle comunità”.
Per Forza Italia, il consigliere Davide Buzzi Langhi ha affermato:
“Si tratta di un provvedimento che segna una svolta per il Piemonte, fondato sul principio di sussidiarietà e sulla capacità di fornire risposte più tempestive ai cittadini. La sussidiarietà non divide, ma avvicina le istituzioni ai territori. L’obiettivo è rendere il Piemonte più efficiente, garantendo al tempo stesso elevati livelli di servizi e di tutela per i cittadini”.
Le critiche e la contrarietà delle opposizioni
I gruppi di opposizione hanno ribadito la propria contrarietà alla delibera. I consiglieri del Partito Democratico Gianna Pentenero, Mauro Calderoni, Alberto Avetta ed Emanuela Verzella hanno sostenuto:
“L’autonomia differenziata può rappresentare un’opportunità, ma non può essere ridotta a uno slogan. Senza risorse adeguate rischia di rimanere un obiettivo privo di effetti concreti e di favorire un centralismo regionale a discapito dei territori. Il tema economico è centrale: appare contraddittorio discutere di nuove competenze mentre si sottraggono alle Regioni entrate importanti, come nel caso del bollo auto. L’autonomia deve servire a migliorare i servizi e a rispondere ai bisogni dei territori. Per questo riteniamo che la delibera sia stata approvata senza un confronto sufficientemente approfondito con le comunità locali.”
Per il Movimento 5 Stelle, i rappresentanti Sarah Disabato e Alberto Unia hanno evidenziato:
“Un provvedimento di questa portata meriterebbe un confronto più approfondito, evitando di ridurlo a propaganda. La Regione dispone già di strumenti e competenze per intervenire su settori strategici, come la sanità: prima di chiedere nuovi poteri, occorre valorizzare pienamente quelli esistenti”.
I dubbi di Avs e Sinistra Unita ecologista
L’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra Alice Ravinale ha dichiarato:
“Questo provvedimento rischia di avere effetti molto limitati sul piano concreto, configurandosi come una scatola vuota in assenza di un reale sostegno ai territori. Appare paradossale discutere di autonomia differenziata mentre il Governo continua a ridurre le risorse a disposizione delle Regioni, come dimostra la recente vicenda del bollo auto, con ripercussioni sul bilancio se non dovessero arrivare trasferimenti certi”.
Infine, la consigliera Vittoria Nallo di Sinistra Unita ecologista ha espresso la propria posizione:
“L’autonomia differenziata difficilmente potrà incidere concretamente sulla vita dei cittadini. Per la maggioranza è una -vittoria di Pirro-, il provvedimento appare privo di effetti concreti, soprattutto di fronte a problemi ancora irrisolti, a partire dalla sanità. Restano inoltre forti dubbi sulla disponibilità delle risorse necessarie per sostenere ulteriori funzioni, in un contesto già segnato da significative difficoltà finanziarie nel settore sanitario”.