Patrimonio Unesco

Sacri Monti, chieste più risorse per la tutela del patrimonio Unesco

L'Ente gestore in audizione alla Commissione Cultura per adeguare i fondi e garantire la sicurezza delle strutture

Sacri Monti, chieste più risorse per la tutela del patrimonio Unesco

“Faremo quanto è nelle nostre possibilità per sensibilizzare il Consiglio e la Giunta sulle vostre istanze a tutela dei Sacri Monti, parte importante del patrimonio artistico piemontese e motivo d’orgoglio per la regione”.

Lo ha dichiarato la presidente della Commissione Cultura Paola Antonetto al termine dell’audizione, richiesta dal consigliere Mauro Fava (Fi), dei rappresentanti dell’Ente gestore dei sette Sacri Monti che sorgono in Piemonte: Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo, avvenuta mercoledì 23 settembre 2026.

I numeri di un patrimonio immenso riconosciuto dall’Unesco

“Un patrimonio unico e immenso riconosciuto dall’Unesco” – ha spiegato l’architetto Diego Bertotti – “che coinvolge sei territori metropolitani, si estende su 707 ettari e comprende oltre 150 strutture tra cappelle votive, chiese e piloni, 34 chilometri di sentieri e 530 alberi monumentali”.

I vincoli finanziari previsti dalla legge regionale

“La legge regionale 19/2015, che contiene l’attuale normativa in materia di Sacri Monti” – ha proseguito l’architetto Diego Bertotti – “prevede di stanziare complessivamente 2 milioni di euro annui per il personale dell’intero Ente e 350mila euro per la gestione ordinaria di tutti i Sacri Monti tranne quello di Oropa, cui è destinata una quota aggiuntiva di 150mila euro”.

Riduzione del personale e fondi insufficienti per la manutenzione

“Cifre” – ha dichiarato la presidente dell’Ente Francesca Giordano – “che non tengono conto dell’evolversi della situazione economica, che ha costretto negli anni a ridurre il personale da 46 a 35 unità e a destinare mediamente ai sei Sacri Monti che beneficiano per la gestione ordinaria dei 350mila euro, appena 18 mila euro l’anno per la manutenzione e la sicurezza, pari a 3mila per ciascuno di essi”.

I rischi legati ai ritardi nei bandi pubblici

“Anche l’adesione ai bandi pubblici” – ha aggiunto la presidente Francesca Giordano – “si sta rivelando una strada a rischio poiché, se i trasferimenti arrivano tardi, l’Ente non è sempre in grado di sostenere contemporaneamente spese ordinarie, cofinanziamenti e anticipazioni di cassa”.

Le proposte di modifica normativa dell’Ente gestore

“Per questo” – ha sottolineato la direttrice dell’Ente Marina Feroggio – “potrebbe essere il caso di modificare la legge, trovando il modo di adeguare periodicamente i trasferimenti e, come già avvenuto nel 2025 per gli Enti parco, prevedere un ricalcolo dei fabbisogni e un’integrazione di risorse per coprire gli aumenti”.

Gli interventi e le richieste di approfondimento dei consiglieri

Sono intervenuti, per richieste di approfondimenti, il consigliere Mauro Fava (Fi), le consigliere Laura Pompeo, Monica Canalis ed Emanuela Verzella (Pd).