Nella giornata di mercoledì 9 settembre 2026, la Garante regionale delle persone detenute Monica Formaiano ha espresso “dolore, profonda indignazione e forte preoccupazione per l’ennesimo episodio di suicidio avvenuto ieri nel carcere di Torino, che segue a breve distanza quelli di Biella e di Verbania”.
La rappresentante istituzionale ha manifestato vicinanza e cordoglio ai familiari, rinnovando l’impegno per il rispetto dei diritti fondamentali all’interno degli istituti di pena.
La denuncia sulle criticità del sistema penitenziario regionale
L’analisi della Garante evidenzia la gravità della situazione in cui versa il sistema penitenziario del territorio regionale, ritenuto non più in grado di intercettare con tempestività la vulnerabilità delle persone recluse prima che si trasformi in tragedia.
“Quando una persona detenuta decide di togliersi la vita mentre è affidata alle cure dello Stato, che dovrebbe garantirgli tutela e sicurezza, è una ferita per l’intero sistema e per la comunità”, ha spiegato Monica Formaiano nel commentare il tragico evento.
L’appello per interventi strutturali e prevenzione straordinaria
Secondo la garante, l’avvenimento rappresenta “l’ennesimo segnale che è urgente e non più procrastinabile un cambio di passo volto a rafforzare e rivedere gli strumenti di prevenzione del rischio suicidario già esistenti e a predisporre misure e interventi straordinari e tempestivi”. Tra le criticità individuate figurano il sovraffollamento cronico, le carenze strutturali e il sottodimensionamento dell’organico sia della polizia penitenziaria che degli operatori sanitari. Problematiche che, secondo Monica Formaiano, richiedono un impegno condiviso tra le istituzioni tramite riforme strutturali dell’intero sistema.