In Piemonte si sono svolte le audizioni delle organizzazioni territoriali nell’ambito del provvedimento relativo all’attuazione dell’autonomia differenziata. L’incontro è stato condotto dalla Settima Commissione, guidata dal presidente Andrea Cerutti, con la partecipazione dell’assessore Enrico Bussalino nella giornata di giovedì 10 settembre 2026. La misura stabilisce le funzioni oggetto di passaggio dallo Stato alla Regione in ambiti quali Protezione civile, previdenza complementare e integrativa, professioni, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica.
I rappresentanti delle organizzazioni territoriali intervenuti
Nel corso del dibattito sono intervenuti il dirigente Marco Orlando per conto di Anci Piemonte, il vicepresidente Franca Biglio in rappresentanza di Anpci e il presidente Roberto Colombero per Uncem Piemonte. Il responsabile Marco Orlando ha richiamato l’impostazione nazionale dell’associazione, ricordando le tre condizioni necessarie per la gestione del decentramento: la limitazione del trasferimento a specifiche mansioni e non a interi settori, la presenza di motivazioni orientate all’efficienza e il rispetto della sussidiarietà unitamente all’autonomia finanziaria municipale.
La posizione del vertice di Uncem sulle specificità geografiche
Il presidente Roberto Colombero ha analizzato il quadro geografico regionale dichiarando che “il Piemonte è una regione caratterizzata da una profonda diversità territoriale. La sua conformazione morfologica comprende aree di pianura, collina e montagna, ciascuna con esigenze, potenzialità e criticità differenti. Per questa ragione, le politiche non possono essere uniformi, ma devono essere in grado di fornire risposte differenziate e adeguate alle specificità dei territori. L’autonomia differenziata può rappresentare dunque un’opportunità per sostenere le esigenze delle comunità locali, ma non deve tradursi in un processo di centralizzazione delle competenze e delle decisioni a livello regionale“.
Le richieste di Anpci e gli interventi consiliari
A sua volta, il vicepresidente Franca Biglio ha espresso il parere dell’associazione rappresentata spiegando:
“Esprimo un giudizio favorevole sulla proposta di deliberazione, auspicando che l’attuazione dell’autonomia differenziata sia accompagnata da misure concrete di sostegno ai piccoli comuni e da un forte impegno per la collaborazione tra tutti i livelli istituzionali. Non è pensabile però, che le piccole comunità siano chiamate a sostenere gli stessi adempimenti amministrativi, burocratici e organizzativi richiesti alle grandi città”.
Al termine delle relazioni hanno formulato quesiti e richieste di approfondimento i consiglieri Domenico Ravetti (Pd) e Vittoria Nallo (Sue).