Nella giornata di giovedì 10 settembre 2026, la decisione dell’istituto centrale europeo di incrementare il costo del denaro ha suscitato immediate reazioni critiche a Bruxelles.
L’eurodeputato Giovanni Crosetto, vicecoordinatore del gruppo Ecr nella Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo (ECON), è intervenuto contestando la stretta finanziaria decisa dai vertici dell’organismo regolatore. “La decisione appena presa dalla BCE, guidata da Christine Lagarde, di alzare per la seconda volta i tassi di interesse di 25 punti base rappresenta un pesante e dannoso errore, soprattutto in una fase economica delicata come quella che stiamo attraversando”, ha affermato l’esponente politico Giovanni Crosetto.
Le cause dell’inflazione e le ritorsioni sui settori produttivi
Secondo l’analisi dell’europarlamentare Giovanni Crosetto, la spinta sui listini deriva da dinamismi geopolitici esterni al mercato interno.
“L’inflazione a cui stiamo assistendo, particolarmente evidente nei prezzi dei carburanti ma sempre più presente anche nei beni di consumo, è strettamente legata alla crisi in Medio Oriente e, in particolare, alle tensioni nello Stretto di Hormuz. Pensare di poter contrastare uno shock che nasce dal lato dell’offerta attraverso un ulteriore aumento dei tassi di interesse rappresenta una decisione di politica monetaria che, nelle condizioni attuali, diventa imperdonabile”, ha rimarcato il rappresentante istituzionale Giovanni Crosetto, aggiungendo che “Cittadini e imprese stanno già pagando il prezzo di un’inflazione generata prevalentemente da fattori esterni e non certo da un ciclo economico particolarmente espansivo o da un eccesso di domanda interna”.
Il rischio stagnazione e la richiesta di un cambio di rotta
Il timore evidenziato dall’esponente di Fratelli d’Italia Giovanni Crosetto riguarda la tenuta degli investimenti nella zona euro.
“Alzare oggi i tassi nel tentativo di ricondurre l’inflazione verso il target rischia quindi di produrre soprattutto un risultato: rallentare ulteriormente la crescita economica europea, già colpita da uno shock negativo. Una preoccupazione che, non a caso, è stata espressa anche dalle voci italiane all’interno della Banca centrale europea. L’importanza di essere presenti e di far valere le proprie idee nelle istituzioni europee si misura anche in momenti come questo: occorre contrastare un’impostazione economica e culturale che continua a considerare inflazione e debito come due nemici da sconfiggere ad ogni costo, anche quando il prezzo da pagare rischia di essere la crescita economica. L’Europa ha bisogno di stabilità, ma senza crescita la stabilità finisce per diventare stagnazione”, ha concluso il vicecoordinatore Giovanni Crosetto.