Dibattito istituzionale

Autonomia differenziata in Piemonte: proseguono le consultazioni in Settima Commissione

Auditi i rappresentanti dei lavoratori, del mondo accademico e i gruppi contrari sui temi di sanità e lavoro

Autonomia differenziata in Piemonte: proseguono le consultazioni in Settima Commissione

A Torino, nella giornata di giovedì 17 settembre 2026, la Settima Commissione presieduta da Andrea Cerutti ha svolto, durante la seduta mattutina e alla presenza dell’assessore Enrico Bussalino, le consultazioni dell’Università del Piemonte Orientale, delle organizzazioni sindacali e del Comitato No-Autonomia Differenziata Torino/Piemonte. Al centro del confronto figura il provvedimento per l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia differenziata, che definisce le competenze oggetto del trasferimento statale e le modalità di attuazione su Protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica.

Nel corso della seduta sono intervenuti la professoressa Lucilla Conte per l’ateneo, i rappresentanti sindacali Luca Quagliotti per la CGIL Piemonte, Luca Caretti per la CISL Piemonte e Domenico Albanese per la UIL Torino, oltre a Lorenzo Varaldo, Massimiliano Rebuffo e Fausto Cristofari del Comitato No Autonomia.

Le posizioni dell’ateneo e dei sindacati

La docente Lucilla Conte ha premesso che l’Università del Piemonte Orientale intende fornire un contributo in termini di conoscenza e prospettiva su un tema complesso, ponendo l’accento sulle coordinate tracciate dalla sentenza 192/2024 della Corte costituzionale, la quale ha fornito un’interpretazione costituzionalmente orientata del percorso di differenziazione.

Il sindacalista Luca Caretti ha puntualizzato che l’autonomia si giustifica a condizione di non recare pregiudizio alla fruibilità di servizi e prestazioni pubbliche in ugual misura sul territorio nazionale. Il rappresentante della CISL Piemonte ha chiesto garanzie sul rispetto dei Leps, auspicando per la Protezione civile una legge regionale sui poteri della Giunta, richiamando il rispetto della disciplina contrattuale per le professioni, esprimendo perplessità sulla previdenza complementare e segnalando l’insufficienza del Fondo sanitario nazionale.

Parere contrario è stato espresso da Luca Quagliotti, il quale ha sottolineato come il provvedimento possa determinare una frammentazione dei diritti, delle tutele e dei servizi pubblici a livello nazionale. Il segretario della CGIL Piemonte ha espresso preoccupazioni per sanità, protezione civile, sistema previdenziale e lavoro, evidenziando come l’invarianza di spesa difficilmente possa tradursi in un miglioramento dei servizi e paventando minori tutele per i lavoratori.

Criticità emerse dal fronte sociale e dai comitati

Anche Domenico Albanese per la UIL Piemonte ha ribadito la contrarietà all’autonomia, ritenuta fattore di aumento delle disuguaglianze territoriali e di indebolimento dei diritti. Il dirigente sindacale ha chiesto garanzie sui trasferimenti di competenze nella Protezione civile, evidenziato i rischi per tutele contrattuali e previdenza complementare, sottolineato la necessità di garantire i Lea e sollecitato un tavolo di confronto con le parti sociali prima dell’intesa definitiva.

Il portavoce Lorenzo Varaldo del Comitato No Autonomia ha chiesto il ritiro del provvedimento in difesa dell’unità nazionale e dell’universalità dei diritti sociali, giudicando le pre-intese in contrasto con la Corte costituzionale e con la perequazione. Nello stesso intervento, Massimiliano Rebuffo e Fausto Cristofari hanno richiamato la necessità di garantire servizi universali e stigmatizzato la carenza di partecipazione democratica.

Per richieste di chiarimento sono intervenuti i consiglieri regionali Domenico Ravetti, Alberto Avetta ed Emanuela Verzella del PD, insieme a Fabrizio Ricca della Lega.

La seduta pomeridiana e le dichiarazioni della Giunta

Nella seduta ordinaria del pomeriggio è proseguito l’esame della proposta con l’intervento dell’assessore Enrico Bussalino: “Con l’autonomia differenziata aumentano i poteri emergenziali del presidente della Regione, fondamentale per aumentare l’efficienza e l’efficacia della azione amministrativa. Altro tema da segnalare, quello del coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario, in modo da avere la gestione totale senza nessun vincolo dei fondi che sono già assegnati alla Regione Piemonte dal Governo centrale. Massima autonomia anche sulla gestione dei fondi regionali per aumentare il servizio che diamo ai cittadini. La deroga alle norme nazionali, per esempio nel caso di emergenze, ci può far assumere rapidamente a tempo determinato il personale necessario”.

Durante la riunione guidata dal presidente Andrea Cerutti sono intervenuti per chiarimenti i consiglieri Domenico Ravetti ed Emanuela Verzella (PD), Alice Ravinale (AVS), Sarah Disabato ed Alberto Unia (M5S), e nuovamente Fabrizio Ricca (Lega).

I lavori della Commissione proseguiranno nella mattinata di lunedì con gli interventi degli assessori Marco Gabusi e Federico Riboldi.