“Piena solidarietà, vicinanza e un sincero augurio di pronta guarigione alla dirigente e agli agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria coinvolti nei recenti e gravi episodi di aggressione avvenuti negli istituti di Saluzzo e Torino”.
È quanto dichiara Monica Formaiano, Garante regionale delle persone detenute, intervenendo martedì 18 agosto 2026 sugli ultimi episodi di violenza che hanno interessato due strutture penitenziarie piemontesi.
La Garante Formaiano esprime una ferma condanna per quanto accaduto e manifesta preoccupazione per un fenomeno che rischia di compromettere ulteriormente le condizioni di sicurezza e di lavoro all’interno degli istituti penitenziari piemontesi, con conseguenze anche per le stesse persone ristrette.
L’analisi delle cause e le criticità del periodo estivo
“Ogni episodio di violenza deve essere condannato con fermezza e non può essere considerato un fatto normale. È necessario che vengano accertate rapidamente le circostanze di quanto accaduto e che si mantenga alta l’attenzione sulle condizioni nelle quali operano quotidianamente gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria” sottolinea Monica Formaiano.
Secondo la rappresentante istituzionale, infatti, le aggressioni non possono essere affrontate esclusivamente come episodi isolati, ma devono essere collocate all’interno di un quadro più ampio, caratterizzato da diverse criticità che possono contribuire ad aumentare la pressione all’interno delle strutture detentive.
Tra queste, la Garante Formaiano richiama le condizioni strutturali non sempre adeguate, le difficoltà nella gestione delle persone ristrette che presentano particolari fragilità, oltre alla riduzione, durante il periodo estivo, delle attività trattamentali e della presenza di personale penitenziario. Elementi che, soprattutto nelle situazioni più complesse, possono concorrere ad accrescere tensioni e conflittualità.
Sicurezza e diritti fondamentali nel sistema penitenziario
“La sicurezza all’interno degli istituti penitenziari rappresenta una condizione indispensabile sia per garantire l’incolumità di chi vi è ristretto sia per tutelare chi quotidianamente vi lavora. Per questo è necessario intervenire sulle cause che determinano le tensioni, rafforzando gli strumenti di prevenzione e investendo sulla formazione e su condizioni di lavoro adeguate” osserva Monica Formaiano.
Un passaggio centrale riguarda anche il rapporto tra sicurezza e tutela dei diritti delle persone private della libertà. Per la Garante Formaiano non si tratta di obiettivi alternativi o contrapposti, ma di due dimensioni che devono necessariamente procedere insieme.
“La tutela della dignità e dei diritti delle persone detenute non è in contrapposizione con la tutela della sicurezza degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. Sono obiettivi strettamente connessi e interdipendenti. Garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose significa rafforzare la qualità dell’intero sistema penitenziario” aggiunge la Garante Formaiano.
Prevenzione e risorse per superare la gestione delle emergenze
Da qui la richiesta di non limitarsi alla gestione dell’emergenza, ma di affrontare in maniera strutturale le criticità degli istituti di Torino e Saluzzo. Una maggiore disponibilità di personale, una formazione adeguata, spazi e strutture più funzionali e una continuità delle attività trattamentali possono rappresentare, secondo la rappresentante delle persone detenute, strumenti importanti per prevenire situazioni di esasperazione.
Gli episodi registrati a Torino e Saluzzo riportano così al centro dell’attenzione una questione che riguarda l’intero sistema penitenziario regionale: garantire sicurezza significa proteggere contemporaneamente chi vive la detenzione e chi, ogni giorno, è chiamato a garantire il funzionamento degli istituti.
Per la Garante Formaiano, la risposta alla violenza deve quindi passare dalla prevenzione, dall’organizzazione e dalla capacità di assicurare condizioni dignitose di vita e di lavoro.
“La sicurezza non può essere affidata soltanto alla capacità degli operatori di fronteggiare le emergenze. Deve essere costruita ogni giorno attraverso risorse, professionalità, prevenzione e attenzione alle condizioni complessive degli istituti” conclude Monica Formaiano.