SALUTE

Cure palliative in Piemonte, negli hospice mancano posti letto

La rete regionale è in difficoltà tra liste d’attesa, tariffe ferme al 2001 e ritardi nell’accreditamento delle strutture residenziali

Cure palliative in Piemonte, negli hospice mancano posti letto

Le cure palliative in Piemonte devono fare i conti con la carenza di posti letto negli hospice, le disomogeneità territoriali e le difficoltà economiche degli enti che gestiscono i servizi. Le criticità sono state illustrate il lunedì 12 ottobre 2026 durante un’audizione della Quarta Commissione, presieduta da Luigi Icardi, con il coordinatore regionale della Federazione Cure Palliative, Carlo Della Pepa, e alcuni rappresentanti dei 14 Enti del Terzo Settore (ETS) aderenti.

L’incontro ha permesso di evidenziare gli ostacoli che rendono difficile garantire l’assistenza nella fase avanzata e terminale della malattia, sia nelle strutture residenziali sia a domicilio.

Solo la metà degli aventi diritto accede tempestivamente alle cure

Secondo Carlo Della Pepa, l’accesso alle cure palliative resta insufficiente e caratterizzato da differenze significative tra i distretti, sia per quanto riguarda i ricoveri negli hospice sia per l’assistenza domiciliare.

“Solo la metà degli aventi diritto riesce ad accedere tempestivamente alle cure palliative – ha spiegato Della Pepa – con una forte disomogeneità tra distretti rispetto sia alle cure residenziali che all’assistenza domiciliare. I 20 hospice presenti sul territorio contano 251 posti letto, un numero insufficiente a soddisfare le richieste, che non riguardano solo più i malati oncologici ma anche pazienti affetti da altre patologie.”

La disponibilità di 251 posti letto distribuiti in 20 hospice non è quindi sufficiente a rispondere alla domanda di assistenza, che comprende pazienti con patologie diverse da quelle oncologiche.

Liste d’attesa e ritardi nell’attivazione degli hospice

La Regione ha recentemente adeguato il fabbisogno di posti letto hospice, ma la realizzazione degli interventi da parte delle singole Asl procede ancora lentamente. Il risultato sono liste d’attesa molto lunghe, soprattutto nelle aree cittadine, con conseguenze sulla possibilità di ricevere assistenza vicino al proprio domicilio.

“Di recente la Regione ha adeguato il fabbisogno di posti letto hospice – ha sottolineato – ma a livello delle singole Asl la realizzazione procede lentamente, con liste d’attesa molto lunghe nelle aree cittadine, che spesso costringono a ricoveri in hospice distanti dalla residenza o a ricoveri impropri nell’ospedale più vicino”.

Tra le criticità segnalate figurano anche le segnalazioni tardive dei pazienti ai servizi di cure palliative e i ritardi nelle procedure di accreditamento delle strutture. Finora, infatti, sono stati accreditati soltanto 6 hospice su 20.

Tariffe ferme al 2001 e rimborsi insufficienti

Un altro problema riguarda le risorse economiche destinate agli enti del Terzo Settore che gestiscono gli hospice. Le diarie giornaliere riconosciute agli enti non sono state adeguate e risultano ferme ai valori di oltre venticinque anni fa.

“Ferme ai 258 euro del 2001, mentre per quanto riguarda l’assistenza domiciliare, il rimborso economico è disomogeneo tra le Asl e sicuramente insufficiente nel sostenere i costi assistenziali”.

La diaria giornaliera di 258 euro e la disomogeneità dei rimborsi per l’assistenza domiciliare rappresentano quindi ulteriori elementi di difficoltà per gli enti gestori, chiamati a sostenere i costi dell’assistenza ai pazienti.

Le domande dei consiglieri regionali

Nel corso dell’audizione sono intervenuti con domande Monica Canalis, Gianna Pentenero e Daniele Valle del Partito democratico (Pd), Pasquale Coluccio del Movimento 5 Stelle (M5s) e Davide Zappalà di Fratelli d’Italia (FdI).