Terza età

In Piemonte via libera al Piano per l’invecchiamento attivo (Pia) per il triennio 2026-2028

Nuova programmazione triennale puntando sulla coprogettazione tra enti territoriali per superare l'approccio assistenzialistico

In Piemonte via libera al Piano per l’invecchiamento attivo (Pia) per il triennio 2026-2028

Martedì 3 novembre 2026 l’Aula ha espresso via libera al Piano per l’invecchiamento attivo (Pia) per il triennio 2026-2028.

La proposta di deliberazione, presentata per la Giunta regionale dall’assessore al Welfare Maurizio Marrone in attuazione della legge regionale 17/2019, Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo, prevede una novità sostanziale rispetto al Piano precedente: al posto dei bandi, una parte importante degli interventi dedicati alla terza età saranno coprogettati da enti gestori delle funzioni socioassistenziali, enti locali ed enti del Terzo settore.

L’obiettivo è promuovere una visione dell’invecchiamento come risorsa per lo sviluppo della collettività, superando l’approccio assistenzialistico e valorizzando le competenze e i ruoli sociali delle persone anziane nella famiglia e nella comunità.

I fondi stanziati per l’attuazione della legge regionale 17/2019 e per il Piano ammontano complessivamente a un milione di euro l’anno per il triennio.

Le sei linee d’azione previste dalla deliberazione regionale

Sono sei le azioni proposte per raggiungere gli obiettivi del Piano: sostegno “diffuso” a progetti territoriali proposti da enti pubblici e privati, anche di portata ridotta o a carattere sperimentale; promozione di attività motorio-sportive strutturate e inclusive, come le Palestre della salute; realizzazione di interventi di coabitazione solidale domiciliare (senior cohousing) e intergenerazionale; interventi per favorire l’inclusione digitale e l’uso autonomo, consapevole e responsabile delle nuove tecnologie, garantendo l’accesso ai servizi pubblici tramite Spid e Cie; promozione della memoria storica e dei valori civili grazie al coinvolgimento dei giovani e delle associazioni combattentistiche d’arma; sperimentazione della cosiddetta “prescrizione sociale”, uno strumento che permette di integrare servizi sanitari e risorse della comunità locale – come la fruizione di beni e servizi culturali – favorendo la creazione di relazioni sociali significative.

Le reazioni delle opposizioni durante il dibattito in Aula

Il dibattito generale è stato aperto da Monica Canalis – intervenuta per il Pd con Domenico Rossi e Gianna Pentenero – che ha annunciato la presentazione di alcuni emendamenti e definito il Piano “importante” perché «ci permette di occuparci degli anziani non solo sotto il profilo della non autosufficienza ma del diritto alla cittadinanza attiva in una fase particolarmente delicata della vita, in cui è necessario contrastare la solitudine e il rischio dell’allontanamento sociale».

Facendo proprie alcune richieste degli enti del Terzo settore ascoltati in Commissione, l’esponente dem ha chiesto, tra l’altro, incontri più regolari della Cabina di regia e chiarimenti sui criteri con cui sono stati esaminati i progetti finanziati nel triennio appena concluso.

Per il M5s Sarah Disabato ha lamentato la scarsità dei fondi previsti, sottolineando che «un milione di euro l’anno per l’invecchiamento attivo sono pochi anche solo per affrontare il tema complessivo del cohousing».

La consigliera pentastellata ha inoltre denunciato che «il M5s nella scorsa legislatura ha sostenuto la misura sulle associazioni combattentistiche e d’arma, molte però non sono riuscite ad accedere ai fondi per la complessità delle procedure. Serve un supporto concreto, non dichiarazioni di facciata».

Alice Ravinale, per Avs, ha sottolineato che «le politiche per l’invecchiamento attivo dovrebbero essere più strutturali e andrebbero valutate le ricadute degli interventi sulla popolazione di riferimento».

L’esponente della sinistra ha inoltre lamentato che «per scelta politica si è deciso di investire una cospicua parte di queste risorse per attività delle associazioni combattentistiche e d’arma invece che per progetti relativi agli anziani».

La risposta della Giunta e gli emendamenti approvati

Nella replica l’assessore Maurizio Marrone ha sottolineato «l’impegno assoluto della Cabina di regia, coinvolta per mesi nel dare al Piano l’impostazione attuale, volta non alla competizione tra enti ma alla coprogettazione».

L’esponente della Giunta ha aggiunto che «anche portare eventi culturali in zone periferiche rappresenta un intervento di carattere sociale, così come tutti quelli che mirano a valorizzare le associazioni».

Dei cinque emendamenti proposti da Monica Canalis (Pd), l’Assemblea ha approvato i tre relativi rispettivamente all’inserimento della “solitudine” quale fenomeno dannoso da contrastare all’interno del Piano, alla possibilità di rendere più flessibili le attività motorio sportive, aprendo a tipologie ulteriori rispetto alle Palestre della salute e al coinvolgimento costante della Cabina di regia per favorire una maggiore condivisione con gli attori che ne fanno parte.

Le dichiarazioni finali di voto dei gruppi consiliari

Prima della votazione finale Gianna Pentenero ha annunciato la non partecipazione al voto del Pd, ringraziato la Giunta per l’attenzione nei confronti degli emendamenti ed espresso rammarico per l’assenza dell’assessore competente in Aula.

Annunciando il voto favorevole della Lista Cirio, Silvio Magliano ha sottolineato «il grande impegno nell’essere passati per una parte delle misure previste dal Piano dal sistema dei bandi a quello della coprogrammazione nell’intento di mettere insieme i migliori soggetti in grado di proporre iniziative sul territorio. Un passaggio indubbiamente complesso ma importante».

Davide Buzzi Langhi, anticipando il voto favorevole di Fi ha evidenziato che «il provvedimento affronta una sfida capitale della società per trasformare la longevità in opportunità».

Il consigliere azzurro ha poi sottolineato «la centralità della persona in ogni fase della propria vita e l’importanza di aver superato una visione statica dell’anzianità a favore dell’attività, dell’autonomia e dell’inclusione».

Carlo Riva Vercellotti – infine – ha annunciato il voto favorevole di Fdi per «un Piano che mette al centro autonomia e progettualità puntando su collaborazione e prevenzione. Avere confermato le risorse è indubbiamente un traguardo importante, così come dare rilievo ai temi delle Palestre della salute e del cohousing, della promozione della memoria storica e dell’inclusione digitale per garantire a tutti la possibilità di accedere ai servizi».